Zampettare in diagonale

Un circo di paese - Le canzoni da marciapiede

Lento rincasare zampettando in diagonale,
consuetudine, come mangiare e digerire.
Passo il giorno a pestare le scarpe al prete,
la notte le code ai cani,
la valigia e io dentro, ugualmente molesto e fragile.

E dio tappi le orecchie mentre parlo di lui,
che qui non buttano il bicchiere del santo,
quando sputo di bocca scongiuri che, al buio,
van per guai con i topi ed i gufi
ed io, fatto fesso una volta di troppo,
non verso più un dito di pianto!
S’è scolato dal vetro anche l’anima, il diavolo,
poi ha posato il cappello sul letto.

Prendo a male parole l’ultimo amore,
tanto zitto non ci so stare,
cento cristi e madonne sull’ombra che sale le scale.

Dormo poco e male ma di incazzarmi mi riesce bene,
se mi pento è perché, dopo tutto, ho un esempio da dare, chi mai lo direbbe,
se ci penso una goccia che sa di sale brucia forte tra bocca e occhi,
un bambino deciso a noleggio da sopra un altare.

Eccolo l’orco cattivo, signori,
tappate gli occhietti alle donne!
Quello che spende facile soldi e ceffoni,
quello che ruba i giochi ai marmocchi!
Niente paura, signori, è teatro!,
è favola di fantasia,
di vero c’è solo un incanto finito,
un frutto colto e portato via.

Si è spenta anche la luce alla fine delle scale,
se soltanto trovassi la chiave di casa,
se soltanto trovassi la porta sul muro,
dormo qui, tanto dentro farò preoccupare nessuno.

Hanno suonato:

Valentina Pira: voce
Andrea Belmonte: pianoforte
Valter Bono: batteria e washboard
Valentina Renesto: sassofono