Un leone

Un circo di paese - Le canzoni da marciapiede

Anche oggi il padrone mi ha dato un tozzo di pane ed è andata la fame,
e con essa l’idea di scappare che avevo stamani, l’idea di cambiare:
svestire collare e corona, tornare animale.

La frusta e la mano del tempo
hanno fatto che più non mi tema nessuno,
anche quando ruggisco e m’impenno loro ridono, sanno che mi farò buono,
caduto da un volo di Pindaro tornerò domo.

Non godo di buona memoria
e un grosso elefante, compagno di cella,
tiene il conto dei calci che ho preso
quelle volte che ho temuto di saltare il fuoco;
ho le piaghe alla schiena, la bocca di un vecchio,
i miei denti non pungono più,
ma da solo valgo tutto il biglietto,
sono il re della pista, correte da me!

I bambini mi guardano e piangono,
non li muove giustizia o pietà,
gli hanno detto “il leone è cattivo, se ha fame ti mangia, è questo che fa!”,
sopra un trespolo schivo un pallone, l’orchestra di slavi mortifica un tango,
sono un re saltimbanco, non si vede se piango, sul biglietto ho una foto da re.

Un istinto mi dice che l’alba del grembo volesse un tramonto diverso,
come un tarlo mi vuota lo stomaco il grido di un “Basta! Ora basto a me stesso!”.

S’è smorzata la musica, riaperta la gabbia, ora vedi che scherzo vi faccio!
Con un balzo son fuori, ma…
Un momento! Il bastone e quella carne, li, pronta per me
e già scema il bollore e l’idea di scappare… questo circo ha bisogno di me.

Hanno suonato:

Valentina Pira: voce
Andrea Belmonte: pianoforte
Ignazio Alayza: viola
Gabriele Ferdeghini: violoncello
Erica Mazzacua: violino