Principesse

Un circo di paese - Le canzoni da marciapiede

C’era una volta una dama molto bella,
ma un pisello sol non le bastò
per salire in cima al cielo e costruirci un gran castello,
quindi tre principi azzurri amò.

Il primo la colpì perché era forte,
indossava la divisa da gendarme,
le piacque meno quando ferì a morte un poveretto
che non le cedette il passo lungo il viale;
ma quanto amò il secondo, era poeta!
zampillava sangue a rime in versi sparsi,
ma per quanto amasse l’arte non si campa con la carta,
preferì lascialo solo a tormentarsi.

Il terzo si che fu scelta vincente,
non poteva dirsi bello né piacevole,
comprava voti e adepti da fare invidia a un prete,
fu fatto re, fece di lei regnante.

Come a dire: tra la forza e la bellezza
non c’è alcuna discussione, ha la meglio la scaltrezza.

La ragazza a un galà molto elegante,
indecisa più sul “chi” che sul “da” farsi,
s’apposto dal lavandino in fronte al bagno dei maschietti,
“mi darò”, disse, “a chi lava le mani”.

Il primo fece presto a entrare e uscire,
tutto preso da chissà che urgente impegno,
sopracciglia disegnate stile Mina anni ’70,
“di sicuro s’è scordato di lavarle”;
col secondo, poi, le sorse più d’un dubbio,
era un manager vestito tutto punto,
perse tempo per specchiarsi quanto Patty Pravo al trucco,
ma col lavandino parve non distrarsi.

L’attesa s’allungo più del creduto,
si alternarono impiegati agli stiliti,
tolto un monco che era, ahi lui!, fuori di competizione,
i rubinetti gocciolarono assai tristi.

Mi dispiace dover dirlo, amica mia,
ma non sempre l’eleganza rima con la pulizia.

C’era una volta una dama molto bella,
ma un pisello sol non le bastò
per salire fino al cielo e costruirci un gran castello,
quindi, per monti e mari ancor cercò.

Hanno suonato:

Valentina Pira: voce
Andrea Belmonte: pianoforte