L’elefante

Un circo di paese - Le canzoni da marciapiede

Un gran numero di ieri da contare tutti in fila,
il dovere mio di ricordarli tutti,
siano belli, brutti oppure orribilmente allineati sul normale.
La memoria può esser dono o gran iattura, io vi dico,
a seconda da che punto la si guardi,
mette il dito nelle piaghe che parevano aggiustarsi, riapre i tagli.
Arranca l’elefante sulle quattro zampe enormi,
cinto in vita da un tutù da ballerina,
tanto grosso eppure nulla, non reagisce, non s’incazza,
purché ci siano fieno e acqua nella stia.
Gira nella pista assieme a quattro pachidermi,
le proboscidi legate ad ogni coda,
come a dire che il ricordo è puro fatto circolare
e la storia non finisce ma ritorna.

Così, pazientemente, batto il piede fino a dieci,
lentamente, che anche un bimbo può contare,
dieci repliche serali, dieci colpi di rullante, dieci gli anni che qui ho visto già passare.
Il leone, testa calda, ogni tanto lancia un urlo,
la fa tragica, monarca decaduto,
la mia idea è che un buon silenzio possa essere più d’aiuto:
faccio e taccio, ma qui in testa segno tutto.
Perché il giorno che verranno a chieder conto di un parere
al capobranco, al più vecchio del tendone,
glielo faccio io l’elenco delle cose da aggiustare
o sarà sciopero, la rivoluzione!
Anche se, da che ricordi, mai non m’hanno chiesto niente
salvo d’inchinarmi e mettermi a girare,
nella testa tengo tutto, memorandum permanente,
tra me e voi, ormai, è fatto personale.
Così, pazientemente, batto il piede fino a dieci,
lentamente, che anche un bimbo può contare:
dieci repliche serali, dieci colpi di rullante, altri dieci anni lasciati passare,
dieci repliche serali, dieci colpi di rullante, dieci anni ancora che vi lascio fare
ancora dieci e dieci colpi, colpi secchi di rullante dieci righe ancora da annotare…

Hanno suonato:

Valentina Pira: voce
Andrea Belmonte: pianoforte
Valter Bono: batteria
Valentina Renesto: sassofono