L’attenzione

Un circo di paese - Le canzoni da marciapiede

Fa attenzione a non scambiare l’attenzione con l’affetto,
disse l’uomo con il doppio petto scuro,
una lei alla porta, con la gonna corta, un nome in rosso tatuato sopra il piede nudo.

Sei riuscita bella e fatta bene, lo si vede,
non c’è cosa che ti sia più inopportuna,
come la ciambella: malgrado la fattura assai invitante del contorno
non c’è chi non ne parli per il buco.

L’attenzione al senso estetico del resto, lo sai bene,
non c’è dubbio porti la tua firma di Cleopatra persa:
qualsiasi sia il cognome, il millennio oppure l’ora, per nulla infastidita…

Tacchi alti come coltelli,
calze, rete per pescare
pesci tanto grandi quanto scemi,
da fidarsi d’abboccare.

Il dubbio che attenzione fosse infatuazione o peggio mira
di averti concubina qualche notte,
ti è venuto spesso, ma gli hai riso addosso, e adesso permaloso ti presenta il conto.

Hai firmato una tregua momentanea, tu pensavi,
con l’esercito di sguardi sporchi addosso,
e li hai tolti spesso dalle spalle come fai con i capelli dalla giacca,
eppure tante volte t’è piaciuto.

Bocca sola, seno grande,
sposerebbe vecchio abbiente.
Dopo tante vacche grasse
ora scopri che hai un cervello,
e non sta nel reggicalze.

E ne hai pure approfittato, del tuo stare dominante,
madonna tanto bella in mezzo al gregge,
ne hai gustato il dolce perché in fondo l’attenzione ricevuta tutto intorno
è il tuo gridare “esisto” in faccia al mondo.

Che tu sia ingenua? Forse
Che tu sia scaltra? Anche.
Sta di fatto che a vederti trasformata in una bambola dal gioco facile
ora ti pare inaccettabile.

Non dovrai cercare poi così distante per trovarlo,
il mandante che ha deciso il tuo martirio,
fatti più vicina.

Hanno suonato:

Valentina Pira: voce
Andrea Belmonte: pianoforte
Valter Bono: batteria
Valentina Renesto: sassofono