Janine

Ha la pelle d’ebano, Janine,
pelle di seta, raffinata come la vestaglia che porta,
annoda le mani tra i capelli,
mentre intreccia pensieri, tra le pagine di un libro di Rimbaud.

Di giorno, serve ai tavoli, Janine,
e lo fa con tutta se’ stessa, perchè la vita costa
e non si campa d’arte, no, non qui,
qui ti serve un lavoro vero, ed un pò di decoro.

Ma vaglielo a spiegare a chi
cantava prima di parlare,
quando si annoia invita gli uomini a ballare.

Quando ha l’auto in panne, Janine,
incontra sempre qualcuno, un buon samaritano, che insiste
per accompagnarla a due passi da li,
al suo monolocale, tra schiamazzi e battone.

Pregando tutti i santi che,
solare e generosa com’è, non mancherà di ringraziare…

Ma lei balla stretta, solo con chi le gusta,
la garota è provocante ma non la compri all’asta,
conquista la pista, a prima vista l’ameresti già,
incantato dal suo samba.

Chitarra e gonna corta per Janine,
la musica è sempre la stessa la stessa, ma senza veli c’è chi apprezza di più,
paradosso della musica,
ascoltata da sordi, divorata con gli occhi.

Ma lei ci fa un sorriso su,
mentre ammicca alla prima fila,
ha trovato un paio d’occhi che la ispira…

E lei balla stretta, solo con chi le gusta,
la garota è provocante ma non la compri all’asta,
conquista la pista, a prima vista l’ameresti già,
incantato dal suo samba.

Janine, sacco in spalla e via,
a serata finita,
sfila verso un altro posto a cercar vita.

Ma lei balla stretta, solo con chi le gusta,
la garota è provocante ma non la compri all’asta,
conquista la pista, a prima vista l’ameresti già,
incantato dal suo samba.

Balla il samba, Janine…