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  • “La valigia dei ricordi” al Teatro di paglia del Golfo dei Poeti (video)

    Questa estate ci sta regalando la possibilità di fare spettacolo in luoghi davvero suggestivi. Da poco rientrati dal meraviglioso “Apritiborgo Festival” di Campiglia marittima, dove abbiamo replicato per cinque sere una versione ridotta della nostra “Valigia dei ricordi”, abbiamo portato in scena lo spettacolo completo vicino casa, a Cozzano, per la prima volta in un Teatro di paglia immerso nel verde.
    E’ stata una serata perfetta, “dalla cena alla scena”. In questo video una buona parte di quel che è successo:

  • “La valigia dei ricordi” – video riassunto della replica a Montemurlo (PO)

    Qualche sera fa abbiamo fatto spettacolo a Montemurlo, in provincia di Prato, dove abbiamo messo in scena un magnifico capodanno in teatro un paio d’anni fa.

    Questa volta abbiamo portato nel parco settecentesco di Villa Giamari “La valigia dei ricordi”, il nostro divertente spettacolo di teatro-canzone, accompagnati dalla sassofonista Valentina Renesto, che quando è possibile “allarga” la nostra famiglia musicale.

    E’ stata un’incantevole serata, tanto pubblico curioso e partecipe.

    Questo il breve riassunto di quel che è successo sul palco, fatto da Giuliano Meacci, che ringraziamo.

  • “Ciao amore ciao”…

    Questi siamo noi che proviamo “Ciao amore ciao”.
    Luigi Tenco è uno dei nostri grandi amori.
    Per ragioni di repertorio non fa parte dei nostri spettacoli “da marciapiede”, ma quando capita lo proponiamo sempre con piacere…

  • Avanspettacolo…

    Signore e signori, ecco a voi “Avanspettacolo”, la canzone che ci piacerebbe aprisse il prossimo disco. La nostra personale visione della seduzione. Buona visione e… buona lettura.

    Al centro della scena,
    mi mostro per quel che sogno,
    un soffio di passione
    raccolto in poca stoffa,
    si perde dentro il mascara
    il pianto di un triste pierrot,
    carezza il collo un fiume
    di piume e paure cui fede non do

     

    Sedurti, rapirti, condurti ad un passo dal crederti re,
    lasciarti sull’orlo del baratro d’una vertigine, perduto di me
    è il ruolo che riesce più facile a chi è disegnato così.

    Trame di azzurra sottana,
    lento via-vai nel foyer,
    cavalli scossi sorseggiano vita
    alla coppa di un decolletè,
    quando sei solo e smarrito
    è qui che ritorni, perché
    chi è impantanato nel fango
    s’impiglia alla prima madonna che c’è

    Sedurti, rapirti, condurti ad un passo dal crederti re,
    lasciarti sull’orlo del baratro d’una vertigine, perduto di me
    è il ruolo che riesce più facile a chi è disegnato così,
    fatto a forma di vizio, un vizio di forme è quel che si recita qui

    Amori di filigrana,
    rubati senza permesso
    nel buio cinematografo del tempo perso.

  • Facciamo da me o da te?

    Valentina Pira, foto di Andrea Luporini

    pic Andrea Luporini
    Le Canzoni da marciapiede

    Che ne dici di un concerto tra pochi intimi? Noi, tu e qualche amico?

    Spesso ci troviamo in giro per l’Italia e chissà, tra qualche giorno potremmo essere proprio dalle tue parti…

    Chiamaci o scrivici per saperne di più! E’ più semplice di quanto tu creda!

    Se invece ti trovi dalle parti di La Spezia, possiamo organizzare a casa nostra! Qualcuno ha già provato questa esperienza e ne è rimasto entusiasta… 

    Durante la serata potrai conoscere più a fondo le storie che ispirano le canzoni, bere e mangiare qualcosa insieme.

    info@lecanzonidamarciapiede.it

    329 2227777

  • I Corti de “Le Canzoni da Marciapiede”: Il regalo per l’anniversario (PARTE 1)

    Donne! Quante volte il vostro partner vi ha detto, in occasioni speciali “chiedimi quello che vuoi, soddisferò ogni tua richiesta”.
    Ecco, può capitare che qualcuna prenda alla lettera il messaggio e chieda regali un po’… inusuali…

  • Diario breve dal “giro sardo”

    foto di Nicola Scognamillo

    al Vecchio Mulino – foto di Nicola Scognamillo

    Eccoci in Sardegna, per la precisione ad Alghero, ad approfittare dell’ospitalità (e della connettività) di Gian Luigi e Marilena, la coppia che ci sta offrendo alloggio in questi giorni, a buttare giù qualche riga su questo inizio di “giro sardo” che abbiamo intrapreso.

    Se dovessi usare al volo tre parole per descrivere quel che abbiamo incontrato finora direi: attenzione, partecipazione, generosità.

    L’attenzione è quella di Anna e Andrea, splendidi gestori del Vecchio Mulino di Sassari, che trasformano il loro ristorante in un Teatro durante la messa in scena e interrompono la mescita di bevande durante lo spettacolo, per rispetto degli artisti e del pubblico.

    La partecipazione è l’anima di ResPublica ad Alghero, la seconda realtà che ci ha ospitato: associazione di volontari, nata dal basso e totalmente indipendente. Ha preso un posto inutilizzato, ne ha fatto una casa della cultura per tutta la città e la città risponde, partecipando attivamente alle assemblee e alle iniziative ospitate.

    La generosità è quella del pubblico finora incrociato in queste strade, tra sughereti e mare. Gente che apre porte, orecchie e cuore a noi, pressoché sconosciuti nell’Isola, e ci (si) concede la curiosità di ascoltare quel che proponiamo. Gente che, forse abituata alla quasi impossibilità di muoversi con troppa frequenza tra continente e mare per portare spettacoli come il nostro, coglie le occasioni che le capitano sotto tiro con curiosità e grande apertura, e che magari sta qualche mette qualche “mi piace” in meno sui social ma acquista e ascolta i dischi, contribuendo alla nostra sopravvivenza artistica.

    Questo è quanto, per il momento. Ora si preparano le valigie per la terza tappa sarda, Nuoro.

    Il Belmo

  • Di fischi aperti e cremastere

    caffè_irene_viareggioNon c’è niente da fare, andare in giro a far spettacolo resta il modo migliore di conoscere usi, costumi e lingue delle città che si incontrano, oltre che per imparare un sacco di cose, spesso inaspettate.

    Quando sei turista, si, frequenti i posti, scambi qualche chiacchiera, ma è quando invadi bar, piazze, localini e localoni con il tuo colorato bailamme che le distanze tra “locali” e “forestieri” si annullano, diventi uno di famiglia e ogni luogo regala il meglio di sè.

    E capitano cose davvero divertenti, tipo l’altra sera al Caffè Irene di  Viareggio, quando Valentina, mentre sistemavamo gli strumenti, di punto in bianco è stata letteralmente abbracciata da una ragazza che le ha bisbigliato qualcosa all’orecchio.
    Io, che ho visto la scena da dietro il piano, ho goduto dell’espressione titubante prima (ma questa chi è?), dubbiosa nel mentre (forse la conosco e non mi ricordo?), di gratitudine dopo, della mia cantattrice al cospetto di questa sconosciuta particolarmente espansiva.

    In realtà la ragazza era tutt’altro che espansiva, ma in uno slancio  di complicità femminile ha studiato questo escamotage per far presente a Valentina che aveva la cerniera dei jeans aperta, con la seguente frase: “guarda che c’hai ir fischio aperto!”

    Ed ecco che impariamo un termine nuovo: se sei a Viareggio, la cerniera dei pantaloni è “ir fischio”.

    Lo sapevate? Valentina no, infatti c’è voluto uno sguardo molto evidente verso la “mercanzia” (mutanda rossa di pizzo, ndr) a fungere da traduzione simultanea.

    retto dell'addomeMa suonare in giro è anche approfondimento culturale. A Genova, per dire, qualche sera fa, nel dietro le quinte del “Lilith Festival” a Palazzo Ducale, siamo stati edotti (non dirò da chi, dirò solo che stava sul palco ma non si esibiva suonando) circa un particolarissimo muscolo dal nome di “cremastere”.

    Non approfondirò ulteriormente, ma vi invito ad informarvi su internet e capirete la vitale importanza di questo curioso aggeggio che noi maschietti ci portiamo appresso.

    Prossimamente gireremo tra Toscana, Sardegna, Puglia, Liguria, chissà quanto altro impareremo… Non mancherò di condividere con voi le nuove scoperte.

    “Se vuoi conoscere il mondo arruolati in Marina”, dicevano qualche tempo fa uno spot pro-leva volontaria.
    Macchè: se vuoi conoscere il mondo impara uno strumento e vai in giro suonando, altro che…

    Belmo